CORRI ALLA GARBATELLA

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RISULTATI EDIZIONE 2016


 

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17/06/2017 > Corri Roma
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Rione Garbatella

Sulle strade di uno dei quartieri più popolari, caratteristici, affascinanti ed architettonicamente tra i più importanti di Roma, si svolgerà il 30 novembre 2014, la 23A edizione della gara podistica "corriallagarbatella".
Un pò di storia non guasta, non sarà noiosa e servirà un po'a tutti perchè quel giorno, sia per i podisti che per i loro accompagnatori, ne troverà molta. Il nome innanzi tutto. Ci sono ben tre ipotesi che circolano attorno alla sua origine: La prima, la più scientifica, Garbatella verrebbe al riferimento di un tipo di coltivazione della vite 'a garbata'o a "barbate in uso nella tenuta di Monsignor Alessandro Nicolai (la "Tenuta dei 12 Cancelli"che includeva anche l'attuale Via delle Sette Chiese). La seconda è che siano stati i luoghi verdi e le costruzioni curate a far meritare alla zona l'appellativo di 'garbata'
La terza ipotesi, la più popolana e romantica ed anche la più accreditata, riporta il nome alla presenza nel quartiere di un'osteria dove si trovava un'ostessa dai modi così gentili e garbati e talmente benvoluta dai viaggiatori che prendevano alloggio presso la sua locanda, da meritare il nome di Garbata Ostella, definizione contratta poi in "Garbatella"
La delicatezza, la finezza ed il garbo risalirebbero alla sua caritatevole attitudine verso i bisognosi, anche se non manca chi le abbia interpretate anche come vaga sensualità e voluto fare allusioni sui favori che, si ritiene, l'ostessa fosse abituata a concedere ai viaggiatori  forse, proprio per questo, lo stucco sulla facciata di un palazzo di Piazza Geremia Bonomelli la ritrae con un seno scoperto  
Per la leggenda, il nome dell'ostessa doveva essere Carlotta, e l'Osteria era verosimilmente ubicata nella zona della Basilica di S.Paolo, presso via delle Sette Chiese, probabilmente in Vicolo della Garbatella, la strada che i viaggiatori percorrevano nel loro pellegrinaggio alle sette chiese di Roma.
La Garbatella nasce nel 1920 più precisamente il 18 febbraio e probabilmente è l'unico quartiere di Roma ad avere una data certa. Nasce come quartiere popolare destinato ad ospitare gli operai della prevista "zona industrialedell'Ostiense, ed è caratterizzata da villini e palazzine divisi in lotti e strutturati, almeno nel nucleo storico, in tre piani al massimo, con grande cura per i dettagli e con ampi spazi verdi interni (piane, cortili e giardini) che dovevano fungere da punto di ritrovo per la popolazione.
Prima dell'inizio dei lavori in Piana Brin, luogo dove venne posta la prima pietra da Re Vittorio Emanuele III, vaste proprietà della zona erano concentrate nelle mani di poche facoltose famiglie che occupavano casali e ville.
Il territorio era ricoperto da numerosi canneti, orti ed aree tenute a pascolo, affittate a pastori che praticavano la transumanza Nel 1908 era sorto, su Via delle Sette Chiese, un grosso edificio dove una "Società del cacio e del pecorino" raccoglieva dai pastori il latte, lo lavorava e faceva stagionare le nere forme di pecorino romano.
Il territorio era quindi semidisabitato ma si animava quando si svolgevano i pellegrinaggi delle Sette Chiese, una vera e propria processione che aveva nella "chiesolette, la cappella dedicata ai Santi contadini Isidoro e Eurosia, una delle tappe d'obbligo: nel luogo ove sorse la chiesetta, restaurata agli inizi dei 1800 dal Valadier, c'era stato nel 1575 l'incontro tra S. Filippo Neri, ideatore del pellegrinaggio e San Carlo Borromeo.
Nel 1920 all'Ostiense erano state impiantate le officine del gas, i mercati generali, oleifici e, lungo le rive del fiume, mulini e concerie, una grande vetreria, officine meccaniche e molti magazzini. La nuova borgata nasceva come insediamento operaio a ridosso della zona industriale ma anche come borgo marinaro al servizio di un porto fluviale rimasto però a livello di progetto.I118 febbraio 1920, la nascente borgata non aveva ancora un nome ufficiale: furono proposti i nomi "Concordie, per richiamare l'auspicio di una pace sociale molto vacillante in quel periodo, o"Remurie, per via di una leggenda secondo la quale Remo, in opposizione a Romolo, avrebbe voluto costruire proprio qui la sua città (e non sull'Aventino come vuole la tradizione), ma prevalse in via ufficiale, anche se solo alla metà degli anni '30, il nome che si era già popolarmente imposto: Garbatella.


La ragione principale del suo sviluppo si inscrive in generale in una spiccata estensione urbanistica di quegli anni di Roma, ma è da ascrivere anche ad uno scopo ben preciso: si era infatti deciso di edificare un porto ad Ostia, il quale sarebbe stato collegato a due porti fluviali sul Tevere (uno nei pressi di via del Porto Fluviale, l'altro dalle parti della Basilica di S.Paolo); il quartiere neonato sarebbe quindi servito ad ospitare i lavoratori adibiti a questo ambizioso progetto e altri impiegati nella zona industriale del quartiere Ostiense. Il progetto di Ostia però naufragò, con la Garbatella che continuò a vivere una vita propria anche se non aderente al progetto originario: se all'inizio essa venne concepita come borgata separata dalla città e circondata dalla campagna, la speculazione edilizia la unirà alla città facendo venire meno la destinazione d'uso soprattutto rurale e operaia. Quest'ultima, però - ed è questo il bello del quartiere-permane negli edifici e negli spazi della parte vecchia della Garbatella, creando una saldatura ideale fra passato e presente.


Architettonicamente, l'ispirazione primaria del nuovo quartiere era quella della città giardino all'inglese, anche se rivisitata: un complesso di case unifamiliari dotate di cortili interni e di appezzamenti di terreni agricoli. La logica è quella del lotto, che è il vero protagonista della sistemazione urbanistica del quartiere: la parte storica della Garbatella si svilupperà nei primi anni di vita intorno a 62 lotti; in seguito, si imporrà anche l'impostazione degli spazi comuni e il quartiere vedrà un'ulteriore crescita.
Ciò che colpisce guardando con attenzione le case è la varietà degli stili che vengono applicati a diverse costruzioni della Garbatella storica, fra i quali spicca il cosiddetto barocchetto romano visibile da molti edifici del rione, stile che divenne tipico dell'edilizia popolare di quegli anni. Dal punto di vista architettonico e urbanistico, il risultato finale ottenuto alla Garbatella è diventato un vero e proprio "caso di studionche per l'appunto ispira architetti e urbanisti: non è difficile infatti incontrare nelle vie più storiche, studenti di Architettura oltre che delle Università italiane e romane anche di quelli di altre città e nazioni.
Monumenti, artistici ed architettonici degni di rilievo o curiosità, alla Garbatella, sono la Fontana di Carlotta con la adiacente scalinata (detta "degli innamorati"), il Palladium (che era un tempo il cinema rionale e oggi, dopo essere stato anche discoteca di tendenza, dinamico centro culturale) ed, in epoca più recente, proprio ai limiti con l'Ostiense, l'Air Terminal che, in occasione dei Campionati mondiali di calcio del 1990 doveva unire l'aeroporto di Fiumicino alla città.
Ora il terminal è sede di EATALY, uno degli spazi più importanti dedicati ai cibi ed alla bevande di alta qualità ed è tra i marchi enoganostronomici più conosciuti e più ambiti al mondo.


Un'altra struttura che, per un certo verso, può essere definita un "monumento storico"è l'orologio della torre dell-Albergo rosso", che ha per anni segnato le ore 11 e 25: cioè l'ora di inizio del bombardamento che il 7 marzo del '44 colpì l'intera zona e che rase al suolo gran parte del quartiere, lasciando a terra oltre cinquanta morti.
Quelle lancette ferme sulle 11,25 per oltre mezzo secolo sono state forse il miglior monumento di Roma contro la guerra.
Ma ritorniamo alla storia, La Garbatella, sul finire degli anni '20 è un vero e proprio territorio di sperimentazione urbanistica in cui vengono applicate varie soluzioni: sono infatti presenti sia la "casa rapida", essenziale, che i villini palladiani, le case "minimene gli alberghi suburbani. Le varie tipologie edili evidenziano il diverso ruolo svolto dai vari interventi. La "primeGarbatella Walter GRAZIANI Presidente Associazione Culturale e Sportiva 41CORRigh Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore 188ATELLA Corriallagarbatella 2015

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Ti porto l orto con l APE che gira

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